Chiesa della Pietrasanta

san giovanni maggiore

La Basilica di San Giovanni Maggiore (situata nel Centro Antico della Città) è tra le più importanti Chiese di Napoli

Il suo Ingresso Principale svetta sulle omonime rampe e, di conseguenza, su Via Mezzocannone, dove è ben visibile la Facciata. Un Ingresso Laterale è situato sul Largo che prende anch’esso nome dall’Edificio Sacro. Rimasto chiuso per decenni a causa di lavori di restauro e indagini archeologiche, il Luogo di Culto, testimonianza preziosa dei principali periodi storico-artistici partenopei, è stato riconsegnato al centro partenopeo ed ai suoi numerosi turisti nel Gennaio 2012.

Un Complesso dalla storia antichissima

La concessione imperiale della libertà di culto, a partire dal celebre Editto del 313, rese possibile la costruzione di tale struttura, quale Luogo di Culto all’aperto, ed ispirò anche numerose leggende circa i motivi della sua costruzione.

L’epoca della sua fondazione, apposta ad un preesistente tempio pagano (forse dedicato ad Ercole o ad Antinoo), sarebbe da collocare intorno all’anno 324, come avvalorato da un’iscrizione di epoca greca rinvenuta su di un architrave.

E’ certo, tuttavia, che un’ampia ricostruzione avvenne oltre due secoli più tardi, nel VI secolo, per opera del Vescovo Vincenzo (in carica tra il 554 ed il 581, ndr). Il Monumento Architettonico in analisi, in questo periodo, fu inserito tra le quattro maggiori della città, assieme a San Giorgio Maggiore, ai Santi Apostoli ed alla Chiesa della Pietrasanta.

Probabilmente la Basilica, costruita al tempo della dominazione bizantina di Belisario, era ricca di mosaici e cupole e fu, poi, rimaneggiata in epoca normanna prima ed angioina poi. In quest’ultimo periodo, infatti, la Chiesa fu allargata nelle navate laterali e fu rifatto il transetto. Le ultime cospicue trasformazioni si ebbero per opera di Dionisio Lazzari. Il suo intervento, susseguente ad un terremoto, fu all’origine anche della pregevole “Mezza-Cupola”. Sia le trasformazioni barocche che quelle settecentesche, successivamente, fecero sì che non rimanesse più molto del Tempio originario. Durante questi lavori, inoltre, furono rinvenute due tavole dell’Antico Calendario della Chiesa Napoletana, incise nell’887 ed ora conservate nell’arcidiocesi del Capoluogo campano.

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3 gennaio 2015

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